Anche quest’anno la Pro Loco Soresina in collaborazione con l’Amministrazione comunale, organizza i Canti della Merla, in un unico e imperdibile appuntamento in data SABATO 1 FEBBRAIO 2020 ore 21.00 nella nostra meravigliosa Piazza Garibaldi.

Un foto di repertorio dei Canti della merla in P.zza Garibaldi anno 2016

I cantori si ritroveranno martedì 28 gennaio 2020 presso la sede dell’Associazione Nino Previ ( Stazione ferroviaria) in occasione delle prove generali, per riproporre una tradizione le cui origini si perdono nella notte dei tempi, rispolverando i vecchi tabarri e gli antichi scialli. Dal 1981 la Proloco Soresina si impegna per far rivivere ai cittadini uno dei riti salienti dell’antico calendario contadino nel quale, mediante il canto e l’accensione di fuochi, il mondo rurale cercava di propiziarsi il buon andamento del nuovo anno agricolo e, specialmente, della stagione d’allevamento dei bachi da seta.

Un gruppo di cantori

La Merla si descrive come si svolgeva un tempo il rituale del canto sulle fascine: “La preparazione del rito avveniva nelle stalle le sere precedenti i tre giorni della merla. Le donne filavano la rocca con il compito specifico di preparare le pezzuole che sarebbero servite per avvolgere le larve. Occorre ricordare che la Merla era l’avvenimento rituale attraverso il quale avveniva la propiziazione per il buon andamento dell’annata agraria, e quindi di quello che era il primo raccolto dell’anno, e cioè il baco da seta.

Nei giorni prestabiliti (ultimi due di gennaio e primo di febbraio – “Dü te i do, ön t’el prumetaro”) coloro che partecipavano alla Merla, si ritrovavano attorno alla catasta di fascine (la fasinèra).

I giovani e gli uomini battevano con i bastoni i tavolati dei carri agricoli ed in genere tutto quanto produceva un forte rumore. Serviva ad avvertire l’altro gruppo, cioè un’altra cascina, dell’inizio del rito. Dopodichè, la donna che all’interno della comunità possedeva la voce più bella, saliva sulla catasta di fascine intonando il primo verso del canto della Merla. Quindi si univano nel canto le voci di tutti i partecipanti. Il rito si conclude con un falò, provocato dalla combustione di un cumulo di fascine, sulla cui sommità viene posta a bruciare una caricatura di una “vecchia”.

La versione più corrente indica in questo episodio l’inverno che brucia e quindi se ne va. “

Translate »